XV
Il Diavolo

Il Diavolo

Il Diavolo non è sempre interpretato come il demonio del cristianesimo: non è male puro, né tentazione volgare. È Prometeo, è Lucifero, il portatore di luce, la luce della sapienza.
È colui che ha osato sfidare il divino per donare all’umanità la conoscenza. Che ha pagato, e continua a pagare, un prezzo altissimo per questo gesto. Come Prometeo ruba il fuoco agli dèi per portarlo sulla Terra, così Lucifero offre all’uomo il frutto dell’albero proibito: la mela della coscienza. Conoscere, in questo senso, non è peccato. È un atto di disobbedienza sacra, un salto verso la libertà. Ma ogni luce che si accende rischiara anche l’ombra.
Il Diavolo è quindi la carta della conoscenza dolorosa, della verità che brucia. Ti mostra il prezzo dell’intelligenza, della consapevolezza, della lucida visione delle cose.
Nel mio Diavolo ho voluto raccontare proprio questo: la sofferenza legata al sapere.
Nel suo cranio ho disegnato una biella manovella, un meccanismo meccanico che rappresenta il pensiero razionale, la macchina del cervello.
Questa biella è collegata ad un lungo ago che, azionato elettronicamente, punge ininterrottamente il cuore. L’interruttore del dolore è una mela, la stessa dell’Eden.
La conoscenza la accende, e nel momento in cui la attacchi, nel momento in cui scegli di sapere, il meccanismo si attiva. Il cuore viene trafitto, di continuo.
Sapere illumina la mente, ma tortura il cuore.
La mela, una volta collegata alla spina, porta il segno del morso del serpente.
Il Diavolo ti parla quando ti trovi davanti a una verità che fa male. Quando hai visto qualcosa che non puoi più dimenticare. Quando sai, e quel sapere ti cambia.
Non è una carta negativa. È una carta cruda, sì, ma necessaria. Ti dice che la libertà passa dalla coscienza, e che la luce che chiedi potrebbe non essere indolore.
Ma a te la scelta: preferisci l’illusione tranquilla o la verità che punge?