Le carte dalla II alla V rappresentano le quattro figure regnanti dei Tarocchi: Papessa, Imperatrice, Imperatore e Papa. Sono disposte a chiasmo: due femminili (Papessa e Imperatrice) e due maschili (Imperatore e Papa); due spirituali (Papessa e Papa) e due temporali (Imperatrice e Imperatore).
Tutte queste carte hanno un significato di stabilità e potere: indicano la presenza di una figura che esercita controllo, un punto fermo nella situazione. Questa figura può rappresentare te o qualcun altro nella tua vita, ma comunque agisce come una sorta di deus ex machina: un'entità che sa, che guida, che risolve.
L’Imperatrice è una regnante temporale: il suo potere non è spirituale o mistico, ma pratico e concreto ed è evidenziato nel disegno dalle sue mani grandi. È una figura legata al corpo, all’azione, alla realtà fisica delle cose. Però, a differenza dell’Imperatore, che agisce con forza e decisione, l’Imperatrice incarna il potere del legame, della cura, dell’azione che nutre.
Dal punto di vista archetipico, l’Imperatrice appartiene all’archetipo femminile, quello legato alla notte, alla luna, all’intuizione, alla casa e al sentire. È una figura calda, accogliente, ma non per questo debole: il suo potere si manifesta attraverso ciò che fa per gli altri. La sua forza non viene dalla conoscenza assoluta (come la Papessa), ma dal servizio, dalla gentilezza e dall’azione concreta.
Nel mio disegno, l’Imperatrice riprende la figura di Cristo in un riferimento simbolico: la sua corona è una corona di spine, perché come Cristo, anche a lei è stato richiesto un miracolo per legittimare il suo potere. Proprio come a Elisabetta I, a cui fu chiesto di far vedere i ciechi per poter regnare, anche l’Imperatrice si trova a dover “illuminare” gli altri per essere riconosciuta.
Per questo, nella mia carta, tiene in mano un occhio aperto, che fa luce nel buio, come un faro. Questo occhio è simbolo della sua capacità di guidare chi è perso, non attraverso l’autorità imposta, ma attraverso l’aiuto reale, pratico, concreto.
L’Imperatrice ti dice quindi che hai il potere di fare, di cambiare le cose attraverso le tue azioni, ma che questo potere non è egoistico è un potere che emerge se legato al il prossimo.