VIII
La Giustizia

La Giustizia

La Giustizia è la prima figura divina dei Tarocchi: non è solo una regola, è un principio eterno. Tradizionalmente, tiene in una mano la bilancia per pesare ciò che è giusto, e nell’altra una spada per punire ciò che non lo è. È spesso legata al segno della Bilancia, ma non tutte le carte hanno un segno zodiacale visibile: poche, come lei, portano il segno nel corpo stesso.
Nella mia rappresentazione, però, la Giustizia ha deciso di rinunciare alla spada.
Non è cieca. Si è tolta la benda, perché la vera giustizia vede. Vede il contesto, ascolta le storie, pesa ciò che è accaduto davvero, non solo quello che sembra.
Sulla sua bilancia non ci sono oggetti o numeri, ma occhi e lacrime: gli occhi che hanno guardato, testimoniato, vissuto; le lacrime che sono state versate, il dolore che ha segnato la vicenda.
Nel mio disegno, il piatto che pesa più lacrime cade nell’acqua sottostante. Chi ha causato più sofferenza, affogherà nella medesima pena: il dolore che ha provocato, lo riceverà.
È una giustizia profonda, emotiva, che riconosce che l’equità non è sempre equilibrio perfetto, ma a volte compensazione del male.
Sui bordi della bilancia, appaiono due bruchi. Non parlano ancora, ma torneranno, trasformati, in una carta futura, nella ventesima carta, nel Giudizio. Come a dire che anche la giustizia ha bisogno del tempo per compiersi.
Questa carta parla a chi ha bisogno di trovare riscatto, o semplicemente di sapere che il dolore non è invisibile. La Giustizia lo vede. E lo pesa.